NEL LETTO DEL VENTO: 6-ago-2011 WebShake – viaggi

sabato 6 agosto 2011

Bonifacio: incantesimo mediterraneo

Bonifacio - Il faro della Madonnina
Dopo una notte movimentata a Porto Pollo (urtati nel cuore della notte dalla barca del nostro vicino), all'alba
facciamo rotta per il Porto di Bonifacio.
La giornata è bellissima e le barche si dondolano placidamente, ben allineate al vento.
Non c'è abbastanza aria per fare della vela e, inoltre, abbiamo una certa urgenza di arrivare a destinazione, per sperare di trovare un posto in porto per la notte.
Bonifacio - Ingresso al porto
Non essendoci tempo per tuffi e bagnetti, siamo costretti a lasciare indietro l'Ansa di Roccapina e altre golosissime calette.
Ci affrettiamo, quindi, verso Cap de Feno e le celeberrime Bocche di Bonifacio, il Capo Horn "de noi altri". La smotorata è veramente monotona e guardo con diffidenza le numerose barche che percorrono la nostra stessa rotta: tutti potenziali concorrenti per l'ambito posto in porto.
Girato il capo, alla nostra sinistra ecco l'epifania: la scogliera candida su cui, in lontananza, si intravede l'eterea Bonifacio, aggrappata alla roccia calcarea.
Davide mi chiede se vedo l'ingresso del porto. La scogliera sembra non avere soluzioni di continuità, finché, arrivati al faro della Madonnina, scorgo un fiordo che penetra nella roccia: l'accesso al porto.

Per un'incantesimo Bonifacio sta sospesa fra il mare e il cielo, protesa verso le Bocche, come in procinto di tuffarsi fra le onde; in bilico sopra l'abbraccio dei flutti, che giorno dopo giorno strappano la terra su cui poggiano le sue fondamenta.

La magia dell'ingresso è guastata dai barconi a motore che ci sfrecciano a fianco, con l'effetto tzunami, ma resto comunque a guardare meravigliata il contrasto fra le "onde" bianche della scogliera e quelle cobalto del mare.

Il porto di Bonifacio è una bolgia dantesca di motoscafi e barche a vela di ogni forma e dimensione, che si sfiorano, rischiando continuamente la collisione, nella spasmodica ricerca di un ormeggio.
Bonifacio - Vista dal porto
Gli ormeggiatori, che cercano di domare il terribile ingorgo, ci chiedono di aspettare fuori dall'ingresso, in una piccola baia. Davide sbotta "col cazzo che usciamo, io resto qui e non mi muovo". Lo amo, quando è così parigino.
La sua resistenza passiva ci procura un ormeggio all'inglese ad un Bavaria. Neanche il tempo di programmare di scendere a terra che ci tocca sloggiare.
Ricomincia la saraban
da, ma stavolta siamo fortunati e riusciamo ad infilarci nel posto di un italiano che se ne va. Con Davide ci scambiamo un sorriso di trionfo: la guerra è vinta!
Sospiro di sollievo e finalmente mi godo l'incredibile panorama.
Bonifacio - Il Cimitero
Bonifacio
Il porto è dominato dalla Città Alta, un borgo fortificato che conserva intatte le sue mura ed i suoi bastioni, ai cui piedi c'è un intrico di colorate casette che ricordano i paesini liguri.
Partiamo per la scalata alla Città Alta e ci perdiamo fra vicoli e viuzze: un'infilata di negozietti di chincaglierie e ristorantini acchiappa turisti, decisamente affollati. Ritroviamo la magia al cimitero: una distesa di cappelle bianchissime, sormontate da croci, spiccano contro il blu del mare.
Dopo una romantica cenetta all'U'Castille, inebriati dal vino rosato, percorriamo un breve tratto del sentiero che porta a Capo Pertusato. Da lontano, in cima ai faraglioni, Bonifacio appare come un sogno sospeso sul mare d'argento: una città del cielo, a destra della luna.
Ebbri di questo miracolo, torniamo al porto, mano nella mano.

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