NEL LETTO DEL VENTO: 29-giu-2012 WebShake – viaggi

venerdì 29 giugno 2012

La bouganville di Positano

Vesuvio
Ci sono meraviglie della nostra Italia più conosciute ed amate dagli stranieri che dagli abitanti del Bel Paese, specialmente da quelli a Nord della linea gotica. 
Gioielli che tutti il mondo ci invidia e che noi snobbiamo per mete esotiche o anche solo transfontaliere. Ci sono americani che spendono una fortuna per passare qualche giorno nella Costiera  Amalfitana o per sposarsi in una delle splendide chiesine abbarbicate sui monti a picco sul mare. Noi spesso ignoriamo colpevolmente queste meraviglie a due passi da casa. Mi cospargo il capo di cenere e recito un mea culpa, ammettendo di far parte di quella nutrita schiera di esterofili che conosce meglio Parigi o Londra, di Napoli o Roma.
Sorrento
Marina del Cantone - Discesa a mare
E' quasi luglio quando, approfittando dell'invito al matrimonio di due carissimi amici, prendiamo un aereo da Bologna, destinazione Napoli, per rimediare a questa grave mancanza. 
Senza indugi, ci allontaniamo dal caos cittadino, facendo rotta verso Sorrento e il suo golfo
La strada segue diligentemente la scogliera, a picco sul mare blu, decine di metri più in basso. 
In lontananza, il Vesuvio sonnecchia come un grasso gattone, con la cima circondata dalle nuvole. 
Arriviamo a Sorrento, prima d'oggi, più che una città reale, lo stereotipo di un luogo richiamato delle canzonette da Festival e dalle etichette del limoncello. Invece, la scorgiamo accoccolata sopra una scogliera, ferita da fiordi profondi e scenografici.
Positano - Spiaggia
Tagliamo all'interno della penisola e sbuchiamo a Marina del Cantone. Un tuffo nell'acqua trasparente, fra le barche colorate dei pescatori, scaccia il caldo e ci rimette al mondo. E' meraviglioso asciugarsi al sole, sopra i caldi ciottoli rotondi della spiaggia.
Positano
Onoriamo il polpo freschissimo che ci servono per pranzo e ripartiamo verso Positano, con le sue viuzze strette, che scendono dalla scogliera, punteggiata da decine di casette colorate, in un susseguirsi di cascate di bouganville viola. Qui l'italiano cede  il passo all'inglese, mentre lo sciame di turisti anglosassoni e le numerose boutique e bancarelle di souvenir di dubbio gusto, rendono inverosimile l'atmosfera da borgo marinaro. Eppure, nonostante qualche nota stonata, questo luogo ha un fascino indiscutibile, un'aura di bellezza che neppure le maschere veneziane made in China (???) riescono a scalfire. Basta uscire dalle viuzze dei negozi per trovare angoli di pace e silenzio e il ricordo di un'identità marinara mai dimenticata.
Praiano
Continuiamo a seguire la costa. 
Un susseguirsi di panorami da cartolina: cielo azzurro, mare turchese, scogliere bianche a strapiombo, da cui si protendono gli arbusti tipici della macchia mediterranea, terrazze coltivate a limoni, minuscoli baie con spiagge perfette di ciottoli bianchi. 
Arriviamo al minuscolo paesino di Praiano, altra gemma della penisola, incastonata in una stretta fenditura nella roccia, prima di giungere a Furore, nascosta in un fiordo strettissimo, dove d'inverno il mare viene alla carica urlando tutta la sua rabbia e nelle cui casette colorate soggiornarono Anna Magnani e Federico Fellini.
Amalfi - Il chiostro
Amalfi - La cattedrale
La giornata termina ad Amalfi, nome e simbolo della Costiera. Rispolveriamo ricordi lontanissimi del liceo, mentre passeggiamo per le vie di questo magnifico borgo, il cui fascino è rimasto intatto, nonostante l'alternarsi di secoli e culture diverse. I fasti del periodo in cui Amalfi fu una delle 4 repubbliche marinare, dominatrici delle sorti del Mediterraneo, si scorgono nella cattedrale: un sogno romanico con suggestioni bizantine ed influenze arabe. Il portico al suo interno è un'oasi di palme e fiori colorati, nelle cui nicchie si celano affreschi del XIII secolo. 
La giornata volge al termine. Gustiamo un caffè superlativo nella piazza di fronte alla chiesa, per appagare anche il palato, oltre agli occhi.


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