NEL LETTO DEL VENTO: 8-ago-2012 WebShake – viaggi

mercoledì 8 agosto 2012

Red Center: Alice Springs e dintorni

Si parte per il deserto! Inizia la nostra avventura on the road.
Prima tappa: Alice Springs.
Goodbye Sydney, è stato amore a prima vista. Guardo con nostalgia l'Harbour Bridge che scompare all'orizzonte. Poi sorvoliamo la città, i campi ed ecco l'outback, la vera Australia, quella della natura ostile e selvaggia.
Fino all'orizzonte non si vede una casa, un villaggio, spesso neppure le strade. Nel deserto ci sono laghi prosciugati dal sole, come enormi pozzanghere secche e screpolate dal caldo. Nè alberi, nè erba, solo una sterminata desolazione, un'immensità che è difficile abbracciare con lo sguardo. Una distesa di terra rossa: il Simpson Desert.

L'arrivo ad Alice è un atterraggio nel sole e nella polvere rossa.

Ritiriamo una Toyota bianca, enorme: il nostro destriero per il vagabondaggio nell'outback.
La città è piccola, circondata da casette col tetto di lamiera. Unico posto urbanizzato fra il deserto e le McDonnell Rages.
Il primo incontro con gli aborigeni è un pugno nello stomaco: sono sporchi, ubriachi, puzzano, sembrano malati. I loro occhi sono spenti, tristi. Sono bianca e mi sento colpevole nel vederli. Quando li incrocio non riesco a guardarli e giro la testa dall'altra parte, perché provo un senso di vergogna, di pietà e di rabbia impotente. Mi sento in colpa perché è per bianchi come me che loro sono ridotti così, perché siamo locuste sulla terra che loro vorrebbero custodire, che sarebbe loro di diritto. Gli australiani gli ignorano, come se fossero fantasmi o non fosse un problema loro.
Proseguiamo per Standley Chasm, a 40 km da Alice Springs: spettacolare spaccatura nella roccia rossa. E' solo un assaggio del Red Center ma l'emozione è forte. L'impressione è di tornare indietro di millenni, di camminare in una diversa era geologica. I nostri passi fanno troppo rumore in questo luogo e la sensazione è di entrare in una cattedrale con un cappello a sonagli.
Ritorno ad Alice e contemplazione del tramonto dalla collina dietro la città, guardando le Mc Donnell Rages che prendono fuoco, prima di sparire nel buio.
Mentre torniamo in città, eccolo lì, il nostro primo wallaby (certamente pagato dalla pro loco di Alice), che saltella qua e là, incurante delle decine di turisti. Mitragliata di foto al canguro e poi andiamo a cena in una divertente steakhouse, che sembra uscita da un western, dove assaggiamo coccodrillo, emù, canguro e cammello, prima di svenire nel letto.

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