NEL LETTO DEL VENTO: 24-ago-2012 WebShake – viaggi

venerdì 24 agosto 2012

Cape Range National Park - Osprey Bay: dispersi nel paradiso

Cape Range N.P. - Osprey Bay
Ieri sera, in un fish and chips di Exmouth, approfittando di una connessione wi-fi gratis, in cambio di un soave afrore di pesce fritto, abbiamo prenotato via internet due giorni in campeggio nel Cape Range National Park. Due giorni nella natura: no elettricità, no acqua, no doccia, solo le bush-loo, ossia gli elegantissimi w.c. chimici australiani, canguri e cieli stellati.
Da bravi italiani iniziamo la nostra esplorazione del parco andando a far snorkeling a Oyster Stacks, nonostante i rangers ci abbiamo detto che la marea è troppo bassa (balle!). Ci godiamo un'ora di "volo", ammirando le centinaia di pesci e le decine di specie di corallo, che decorano questo incredibile acquario.
Cape Range N.P. - Yardie Creek
Arrivati al campeggio di Osprey Bay, ho la prova tangibile che vale la pena non farsi la doccia per i prossimi 3 giorni: davanti alla nostra piazzola c'è "solo" una spiaggia candida che si affaccia sull'immensità dell'Oceano Indiano, che si declina in tutte le sfumature del blu, dietro di noi solo le "range" e il silenzio dell'outback. 
Occupiamo l'area e ci dirigiamo verso Yardie Gorge, da cui parte il sentiero che costeggia lo Yardie Creek (chiaro no?). Il sentiero costeggia una gola. Sul fondo del canyon scorre un fiume. Da dove arrivi e come nasca, non è dato saperlo. Sulle rive di sabbia dorata crescono mangrovie lussureggianti, dove i canguri si riposano al riparo dal sole cocente. Ora è inverno e ci sono 30 gradi. Non oso immaginare quale forno debba essere questo posto in piena estate, quando la temperatura sfiora i 50 gradi.
Yardie Creek  Road
Saliamo sulla cima del canyon da cui si gode una splendida vista del fiume, che taglia le pareti di roccia rugginosa, alla ricerca dei mitici "black footed rock wallaby". Arriviamo alla fine del sentiero ed eccoli: due "toponi" che saltellano in mezzo alle rocce! Neanche il tempo di cavar fuori la macchina fotografica dalla borsa che son già spariti. 
Torniamo al campo base, dopo esserci riempiti le scarpe di sabbia attraversando la Yardie Road, felici dell'ennesimo avvistamento. 
Sulla via del ritorno, altra sorpresa: un'echidna ci attraversa la strada. Frenata di emergenza e scatto felino con Nikon in mano. La maiala fa la palla e cerca di non farsi fotografare. Davide mi intima di non "molestare" la bestia, ma io non demordo e ottengo la prova fotografica dell'avvistamento.
Echidna
Stasera il tramonto delude le nostre aspettative: il sole si nasconde dietro le nuvole all'orizzonte. Ci consoliamo con lo spettacolo delle luna che sembra una fetta d'anguria argentata ed un cielo scintillante di milioni di stelle. Dopo 3 settimane senza pasta, due fusilli con una spolverata di "parmesan", annaffiati da un ottimo shiraz, contribuiscono al successo della serata. 

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