NEL LETTO DEL VENTO: 27-ago-2012 WebShake – viaggi

lunedì 27 agosto 2012

Nanutarra Roadhouse - Karijini National Park: strade rosse

HWY 136
All'alba facciamo rotta per Tom Price, sulla statale 136. La strada serpeggia fra colline (che qui chiamano "mounts"), coperte da migliaia di batuffoli dorati di spinnifex. Negli ultimi 48 chilometri prima di raggiungere Tom Price, la statale si trasforma in una lunga pista di terra rossa, un incessante susseguirsi di piccole gibbosità, che fanno vibrare il camper come se fosse sul punto di esplodere. Acceleriamo e a 70 km/h iniziamo planare sulle gobbe e il nostro potente mezzo smette di sgroppare. Intorno eucalipti, spinnifex ed arbusti sono rossi per l'incessante cortina di terra rossa sollevata dai mezzi di passaggio. Guardiamo con una certa apprensione le carcasse dei pneumatici squarciati che si susseguono sul ciglio della strada. Incrocio le dita e tocco ferro.
Karijini NP - Bushcamp
La nostra avventura off-road termina a Tom Price, dove i cottage sono circondati da palme e prato all'inglese. Una sfida della civiltà anglosassone alla selvaggia terra rossa che ricopre uomini e cose. Questa è zona di miniere, di gente che lavora duro sotto il sole battente, soffocata da questa polvere rugginosa che ti penetra nei polmoni, negli occhi, nella bocca. E' come se l'Australia, l'outback si posassero su di te, mettendoti alla prova.
Qui gli aborigeni indossano tute da lavoro e sorridono. Alice Springs con i nativi alcolizzati e ridotti e mendicare sembra molto lontana, anche se immagino che sia solo un'impressione.
Fuori dalla cittadina, le miniere pullulano di enormi caterpillar che scavano nella terra, che assomiglia ad un enorme termitaio.
Proseguiamo verso l'entrata est del Karijini National Park e ci accampiamo in un campeggio nel bush a Dales Gorge. Il nostro pulmino, le nostre scarpe e i nostri vestiti si tingono di rosso. 
Karijini NP - Fern Pool
Scendiamo una scala dritti nella gola, una fenditura nell'outback che si spalanca sotto i nostri piedi all'improvviso. Le pareti sono rosse e nere, sono ruggine striata di carbone. Sul fondo della spaccatura scorre un incantevole rio dalle acque turchesi, che serpeggia fra maestosi eucalipti e giganteschi ficus, le cui radici aeree ci circondano. Arriviamo a Fortescue Falls e il nostro sguardo si ferma rapito sulla cascata che termina in un lago perfetto, color acquamarina. 
Proseguiamo fra le vegetazione e arriviamo nell'angolo magico di Fern Pool. Eucalipti e ficus si specchiano nell'acqua calma e il silenzio surreale che ci abbraccia è rotto solo dal rumore delle cascate e dai richiami degli uccelli. 
Immergo i piedi nell'acqua fresca e decine di minuscoli pesciolini mi mordicchiano i piedi facendomi rabbrividire per il solletico. Questo luogo è sacro per gli aborigeni, che credono che sul fondo di questi laghetti vivano ancora i serpenti che crearono queste gole col loro passaggio, in un tempo remoto, quando la terra era soffice. La sensazione qui è che il tempo abbia smesso di scorrere e vorrei poter restare seduta sulla riva per sempre in silenzio ad ammirare questa visione perfetta.
Karijini NP - Fish pedicure
Si fa tardi e torniamo al nostro polveroso angolo di bush. 
Siamo rossi dalla testa ai piedi.
A cena grigliamo carne di canguro, sotto la luce delle stelle, indossando la lampada frontale e mi sento uno speleologo alle prese con il barbeque.
La luna quasi piena spegne le stelle e non c'è in giro neppure un dingo ad ululare all'argeneo satellite.

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