NEL LETTO DEL VENTO: 8-giu-2013 WebShake – viaggi

sabato 8 giugno 2013

Alpe di Siusi - A piedi fra le nuvole


Alpe di Siusi - Sciliar
Sono cresciuta all'ombra delle Alpi, circondata dall'abbraccio delle cime innevate e, nonostante la mia passione viscerale per il mare, le montagne esercitano su di me un fascino irresistibile. Quelle piramidi di roccia e neve sprigionano un tale alone di misticismo e sacralità da farmi sentire insignificante al loro cospetto.  
Ho passato quasi tutti i fine settimana della mia infanzia a Courmayeur: d'estate a passeggiare ai piedi del Monte Bianco, d'inverno a scivolare sui pendii innevati. Esplorare sentieri e boschi, col naso all'insù alla ricerca degli scoiattoli o scrutando i pendii sperando di scorgere i camosci, per me è sinonimo di libertà e di profonda felicità.
Alpe di Siusi
Sasso Lungo e Sasso Piatto
Ora vivo lontana dalle Alpi, ma vicino alle Dolomiti, da sempre nella mia "bucket list" montanara. Così, eccoci per un week-end sullo splendido altipiano dell'Alpe di Siusi
Alpe di Siusi - Path
Arrivati dall'Hotel Panorama, resto senza fiato: le montagne ci circondano a 360 gradi, stagliandosi contro il cielo azzurro. Ecco lo Sciliar, aguzzo, affilato, che con le sue fauci sembra voler addentare le nuvole. Oltre il Sasso Lungo e il Sasso Piatto, ancora coperti di neve, mentre lì dietro spunta il massiccio della Marmolada. 
Ai nostri piedi un tappeto di prati verdissimi, punteggiati da migliaia di fiori: delicati crochi d'alabastro, botton d'oro che spuntano lungo le sponde di gorgoglianti ruscelli e poi decine di genziane violette. 
Alpe di Siusi 
I sentieri sembrano tracciati a pennello lungo i fianchi delle montagne e serpeggiano sinuosi, giocando a nascondino fra le vette. Tutto è curato, ordinato, perfetto. 
Salendo si incontrano romantiche chiesette di legno, che profumano di pino, con le porte intagliate in delicati motivi floreali. 
Le mucche pascolano placide sugli alpeggi, in mezzo alle baite. 
Avanziamo lungo sentieri, attraversiamo ruscelli cristallini, camminiamo a tentoni sui nevai, con la neve che scricchiola sotto gli scarponi e ogni tanto ci inghiotte fino al polpaccio. Intorno solo la canzone del vento, il profumo dell'erba, il silenzio delle vette e il fischio delle marmotte che da poco uscite dal letargo, giocano a nascondino, correndo sulla neve.
Il fiato si fa corto, le gambe doloranti, il viso accaldato, mentre saliamo per i tornanti verso il rifugio dell'Alpe di Tires. Il cielo diventa grigio e minaccioso, poi piove. Ci insacchiamo nelle giacche a vento e proseguiamo stoicamente. Le marmotte, intanto, corrono nelle tane. Poi ecco un tuono, meglio non aspettare il lampo e facciamo dietro front di gran carriera.
Arriviamo alla Baita Rosa Alpina (Alrosen Hutte), affamati e stanchi. Ci consoliamo con dei deliziosi canederli e un paio di birre.
Ritorno in albergo, sauna al fieno (deliziosa) e poi a letto fra le nuvole, che hanno inghiottito le montagne.
Sogni soffici, a tutti.



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